Genocidio in corso: analisi del massacro dei palestinesi

Dall’ottobre 2023, la politica di Israele nei confronti dei Palestinesi ha subito un cambiamento fondamentale a seguito dell’attacco guidato da Hamas del 7 ottobre 2023. Gli eventi di quel giorno hanno avuto la funzione di un catalizzatore e le pratiche attuate da Israele a Gaza da allora costituiscono un attacco coordinato con l’intento di distruggere la società palestinese a Gaza come gruppo. Questa analisi parte dalla lettura di un rapporto pubblicato da B’Tselem, un’organizzazione israeliana per i diritti umani. Il rapporto originale è consultabile qui https://www.btselem.org/sites/default/files/publications/202507_our_genocide_eng.pdf

Partiamo dal definire cosa si intende per Genocidio. Il termine “genocidio” si riferisce a un fenomeno socio-storico e politico che è avvenuto nel corso della storia umana. Nella sua definizione più basilare, il genocidio è la distruzione deliberata e violenta, in tutto o in parte, di un gruppo etnico, nazionale, religioso o razziale, o un tentativo di farlo, che infligge danni gravi e irreparabili al gruppo in quanto tale. La Convenzione delle Nazioni Unite sulla Prevenzione e la Repressione del Crimine di Genocidio del 1948 lo riconosce come uno dei crimini più gravi del diritto internazionale, e non può essere giustificato in nessuna circostanza, nemmeno come atto di autodifesa.

Le azioni genocidarie non si limitano all’uccisione fisica di massa, ma possono includere:

  • causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo
  • infliggere deliberatamente condizioni di vita calcolate per portare alla distruzione fisica del gruppo, in tutto o in parte
  • imporre misure volte a prevenire le nascite all’interno del gruppo
  • trasferire forzatamente i bambini del gruppo a un altro gruppo
  • violenza sessuale diffusa contro i membri del gruppo

L’intento di distruggere un gruppo in tutto o in parte è un elemento chiave e può essere inferito non solo da dichiarazioni ufficiali, ma anche dal modello di condotta dello stato.

Il genocidio è spesso il risultato di uno sviluppo graduale di condizioni che predispongono un regime repressivo e discriminatorio a diventare genocida. Il regime israeliano ha posto le basi legali, sociali e politiche che sono riconosciute come precondizioni per il genocidio. B’Tselem, ha identificato il regime israeliano come un regime di apartheid dal 2021. Questo regime è stato concepito per cementare la supremazia ebraica su tutti i territori sotto il controllo israeliano, attraverso l’ingegneria demografica, la separazione, la modellazione del discorso pubblico, l’indottrinamento, il militarismo e l’uso della forza e della violenza.

Tre elementi fondamentali hanno preparato il terreno:

  • Regime di apartheid: Caratterizzato da separazione, ingegneria demografica e pulizia etnica. L’isolamento di Gaza è radicato nella percezione israeliana della Striscia come uno spazio unicamente minaccioso, in parte perché circa due terzi della sua popolazione sono rifugiati o discendenti di rifugiati espulsi durante la Nakba del 1948.
  • Deumanizzazione e inquadramento dei Palestinesi come minaccia esistenziale: I Palestinesi sono stati sistematicamente deumanizzati e descritti come una “terra senza popolo per un popolo senza terra”, o come “minaccia demografica” o “bomba a orologeria”. La loro identità nazionale è stata spesso negata, e qualsiasi resistenza nonviolenta è stata etichettata come terrorismo.
  • Cultura dell’impunità: I responsabili di crimini contro i Palestinesi godono di impunità sistemica. Le indagini militari raramente portano a incriminazioni o condanne, e la Corte Suprema israeliana ha spesso sancito o non è intervenuta in azioni che violavano il diritto internazionale.

L’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas e altre fazioni armate palestinesi, che ha causato la morte di 1.218 persone (882 civili) e il rapimento di 252, è stato un “catalizzatore” che ha spostato la politica israeliana da repressione e controllo a distruzione e annientamento. Questo attacco, percepito come una minaccia esistenziale, ha generato un profondo senso di paura, rabbia e desiderio di vendetta nella società israeliana. Il contesto più ampio di decenni di controllo violento, occupazione e blocco di Gaza è stato spesso ignorato nel discorso pubblico israeliano.

L’attuale governo israeliano, formato nel dicembre 2022 e descritto come il più a destra nella storia di Israele, ha esplicitamente sostenuto ideologie violente e genocidarie. Ministri di alto livello hanno dichiarato piani per il “trasferimento volontario” dei Palestinesi, l’annessione della Cisgiordania e la creazione di condizioni per l’insediamento ebraico a Gaza, rifiutando apertamente il diritto internazionale. Questo governo ha visto l’attacco del 7 ottobre come un’opportunità per attuare piani di espansione territoriale e di espulsione dei Palestinesi.

Il rapporto di B’Tselem documenta le pratiche genocidarie di Israele in Gaza e la crescente violenza in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e all’interno di Israele.

Uccisioni e danni fisici e mentali gravi

  • Striscia di Gaza: A luglio 2025, oltre 58.000 persone sono state uccise e circa 138.520 ferite. La speranza di vita degli uomini è scesa del 51,6% a 40,5 anni, e quella delle donne del 38,6% a 47,5 anni. Questo è il risultato di attacchi aerei indiscriminati, “zone di fuoco libero” (“kill zones”) e regole d’ingaggio permissive. I “corridoi sicuri” e le “zone umanitarie” sono stati sistematicamente bombardati. Molte persone hanno subito amputazioni senza anestesia a causa della carenza di farmaci. Migliaia di “morti indirette” sono stimate a causa di malattie, malnutrizione e distruzione del sistema sanitario. Il trauma psicologico è diffuso, con quasi tutti i 1,2 milioni di bambini di Gaza che necessitano di supporto per la salute mentale.
  • Cisgiordania: Tra ottobre 2023 e metà luglio 2025, 263 persone sono state uccise in attacchi aerei. Le forze israeliane hanno ucciso 926 Palestinesi, di cui 195 minori, e 26 sono stati uccisi da coloni o “parti israeliane sconosciute”. La violenza dei coloni è aumentata esponenzialmente, spesso con il supporto delle forze armate e delle autorità.

Distruzione delle Condizioni di Vita

  • Striscia di Gaza:
    • Fame e distruzione delle infrastrutture alimentari: Blocco completo, distruzione del solo mulino di grano, forni, allevamenti e industria della pesca. Da marzo 2025, la fame è diventata una politica ufficiale e dichiarata. A maggio 2025, il 93% della popolazione soffriva di grave insicurezza alimentare, con 244.000 persone in condizioni di “fame catastrofica”.
    • Uccisioni nei “centri di distribuzione degli aiuti”: Tra maggio e luglio 2025, 758 persone sono state uccise e oltre 5.000 ferite mentre cercavano cibo. I centri sono stati descritti come “trappole mortali”.
    • Distruzione delle infrastrutture di elettricità e acqua: Il blocco ha causato una grave carenza di elettricità e carburante. L’84% delle strutture idriche di Gaza sono state distrutte, portando all’uso di acqua contaminata e alla diffusione di malattie.
    • Assalto al sistema sanitario: Solo 17 dei 36 ospedali funzionano parzialmente, con carenze critiche di personale e forniture. Il personale medico è stato ucciso (circa il 2,5% a gennaio 2025), arrestato e abusato.
    • Domicide (distruzione di alloggi): Circa il 92% di tutti gli edifici residenziali e il 69% di tutte le strutture sono stati distrutti o gravemente danneggiati. Interi quartieri sono stati spazzati via.
    • Distruzione economica: L’economia è quasi completamente crollata, con un tasso di disoccupazione medio del 79,7% tra ottobre 2023 e settembre 2024.
  • Cisgiordania: Israele ha demolito 1.572 strutture e 729 case dal 2023, sradicando 2.598 persone. Le restrizioni di movimento hanno trasformato la vita quotidiana in una “grande prigione”. Il blocco dei permessi di lavoro e dei fondi dell’Autorità Palestinese ha portato a una profonda recessione economica e all’insicurezza alimentare per almeno 700.000 residenti.

Sfollamento Forzato

  • Striscia di Gaza: Circa 1,9 milioni di Palestinesi (90% della popolazione) sono stati sfollati con la forza almeno una volta. Sono state create “zone di fuoco libero” per impedire il ritorno degli sfollati. L’obiettivo di Israele è trasformare lo spostamento “temporaneo” in permanente, con piani espliciti di pulizia etnica dichiarati da alti funzionari israeliani.
  • Cisgiordania: 38 comunità palestinesi (2.409 persone) sono state trasferite con la forza dal 2023 a causa della violenza dei coloni e delle operazioni militari. L’operazione “Iron Wall” ha spostato oltre 40.000 Palestinesi.

Distruzione Sociale, Politica e Culturale

  • Striscia di Gaza: L’assalto ha portato alla diffusione dell’anarchia, con l’erosione delle relazioni comunitarie. Circa 14.000 donne sono rimaste vedove e 40.000 bambini orfani. Il sistema educativo è stato devastato, con il 90% delle scuole danneggiate, privando 658.000 bambini dell’istruzione. Almeno 160 giornalisti sono stati uccisi, rendendo Gaza la regione più pericolosa al mondo per i giornalisti. 206 siti archeologici e storici sono stati distrutti, incluse moschee e chiese antiche.
  • Cisgiordania: Le scuole sono state danneggiate e l’accesso all’istruzione è stato gravemente compromesso. Le pratiche religiose e i rituali di lutto sono stati ostacolati, e Israele detiene i corpi di 316 Palestinesi, inclusi 28 minori.

Il sistema carcerario come rete di campi di tortura

Dall’ottobre 2023, il sistema carcerario israeliano si è trasformato in una rete di campi di tortura, con violenza arbitraria, abusi sessuali, umiliazioni, fame deliberata, privazione del sonno e negazione di cure mediche diventati pratiche sistemiche e istituzionalizzate. Oltre 73 prigionieri sono morti in custodia israeliana, inclusi minori. Testimonianze di soldati israeliani rivelano condizioni disumane e abusi contro detenuti, anche innocenti.

Assalto allo status di rifugiato palestinese

Lo status di rifugiato è un elemento centrale dell’identità palestinese. Israele ha intensificato gli sforzi per minare l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione (UNRWA), che fornisce supporto essenziale a milioni di rifugiati palestinesi. Israele ha lanciato una campagna contro l’UNRWA, culminata nel divieto delle sue operazioni in territorio israeliano, giustificandolo con presunti legami tra il personale dell’agenzia e Hamas.

Incitamento al Genocidio e Deumanizzazione dal Ottobre 2023

La deumanizzazione e l’incitamento sono componenti inerenti a un regime che si volge al genocidio. Dal 7 ottobre 2023, la leadership politica israeliana ha guidato questo processo, con dichiarazioni di alti funzionari che deumanizzano i Palestinesi come “animali umani” e invocano la loro distruzione. I media israeliani hanno svolto un ruolo significativo amplificando questa retorica e normalizzando la violenza contro i civili di Gaza. Questa retorica genocidaria è stata tradotta in dottrine operative sul campo, con aree designate come “zone di uccisione” dove i civili, inclusi i bambini, sono stati sistematicamente classificati come “terroristi”.

Il rapporto di B’Tselem lascia poco spazio a dubbi: dall’ottobre 2023, il regime israeliano è responsabile dell’attuazione di un genocidio contro i Palestinesi nella Striscia di Gaza. L’ampiezza e la gravità di questi crimini sono state ampiamente documentate e rese pubbliche, eppure l’assenza di azione internazionale, in particolare da parte di Europa e Stati Uniti, ha permesso che questi atti continuassero.

Il rapporto chiede un’azione urgente e inequivocabile dalla società israeliana e dalla comunità internazionale per fermare il genocidio di Israele contro i Palestinesi.

Il rapporto integrale: https://www.btselem.org/sites/default/files/publications/202507_our_genocide_eng.pdf

Dan ROMEO